26 dicembre 2010

Lettera aperta alle istituzioni politiche, sindacali e associative bolognesi

Oggetto: “Serata per il Comunale”

In questi giorni decisivi per le sorti del Teatro Comunale, la nostra Associazione di lavoratori, sente l’esigenza di porre importanti quesiti alla città.
In un vuoto politico ai minimi storici la città riflette nel suo Teatro il senso di smarrimento che la caratterizza ormai da mesi.
Il momento che stiamo attraversando è probabilmente il più critico dalla nascita della Fondazione: oggi più che mai i lavoratori, il pubblico, il Teatro, hanno bisogno di un confronto con la parte politica bolognese.
Ne hanno bisogno per fare delle domande, per cercarne assieme le risposte, per chiedere una presenza più sinergica, essendo i tempi per le elezioni di breve periodo, ed essendo i problemi del Teatro impellenti.
Vorremo, quindi creare una “Serata per il Comunale” con un incontro tra le parti politiche , quelle sindacali e quelle associative della società civile, nei confronti di uno dei centri di produzione culturale più rappresentativi della regione.
Quali le basi per una sostenibilità economica? Quali le aspettative di incentivo alla produzione per preservare la musica, il teatro, l’innovazione e la ricerca artistica?
Sarà inoltre atto dovuto da parte nostra, invitare i lavoratori del Duse a fare altrettanto, viste le notizie sempre più disastrose che in questi giorni leggiamo sui giornali.
E’ con questo spirito che vi chiediamo di partecipare alla serata del 19 Gennaio 2011 nel Foyer Respighi del Comunale.
La serata si svolgerà con la formula di un dibattito performance, proponendo alla fine dell’incontro l’esibizione di musicisti e artisti del teatro e di altre realtà attive della città.

16 ottobre 2010

Lettera aperta alla Sig.ra Cancellieri



Oggetto: Richiesta d'incontro.

Gentile signora Cancellieri, come già altre volte in passato, siamo qui a richiederLe un appuntamento per un incontro anche di breve durata, per poterLe esporre il nostro pensiero sul futuro del Teatro Comunale, e ancor più per chiarire alcuni aspetti per noi fondamentali a che si vada nella direzione di sostenibilità economica e mantenimento della produzione culturale della Fondazione.

Visto il delicato momento che stiamo attraversando, si rende indispensabile andare nella direzione da lei stessa proposta, quella del bando pubblico, con conseguente allontanamento dai localismi della politica, sia essa quella istituzionalizzata, o quella dei gruppi di potere e consenso interni ed esterni al Teatro.

Abbiamo però motivo di credere che i localismi di cui sopra, siano ancora in grado di porre forti pressioni anche nelle dinamiche di bando pubblico, e che questo da ottimo auspicio possa trasformarsi in ambiguo mezzo di facciata; ciò ci preoccupa molto.

Comprendiamo a pieno la sua posizione di mediatrice tra una parte riformante, quella dell'attuale direzione, e un’altra conservatrice, nello specifico la Fials; visti i toni del recente passato, immaginiamo che Lei reputi opportuno porre le basi di una pace sindacale che possa distendere gli animi.

Ma siamo oggi tutti testimoni della vicenda del Carlo Felice di Genova, e più che mai convinti che un incarico sbagliato (venga esso da un bando o da una nomina), porterebbe il Teatro alla rovina in pochi mesi.

Il conservativismo non è più sostenibile per il nostro Teatro; servono persone in grado di amministrare momenti di penuria di risorse che caratterizzeranno i prossimi anni.

I poteri forti (sindacali) dei teatri lirici sono invece ben abituati a gestire l'abbondanza del Fus e della spesa pubblica legata all'aumento del debito.

Non possiamo ancora permetterci uno scarso senso della realtà come quello di molti nostri colleghi. Noi vogliamo salvare il nostro posto di lavoro e la produzione culturale del Teatro.

Più volte abbiamo portato avanti lotte propositive, aprendo il Teatro alla città piuttosto che chiudendolo con gli scioperi, come sanno ben fare alcuni; lo faremo ancora, e terremo alta la guardia.

Abbiamo alcune efficaci proposte di sostenibilità e rilancio del Teatro che faremo a tempo debito, ma basta con le lotte di potere -vedi Fials-Tutino- e le ambiguità che le caratterizzano -vedi il rapporto Fials-Filarmonica- (i rappresentanti dell'una riflettono il consiglio direttivo dell'altra) e vedi anche il rapporto Tutino - Scuola dell'Opera.

Abbiamo bisogno di una nomina fuori da questi giochi; vogliamo trasparenza e vorremmo fuori la politica dal Comunale. Serve lungimiranza.

Concludiamo dicendoci molto dispiaciuti che Lei non abbia ancora potuto incontrarci; i nostri 115 firmatari valgono quanto quelli di altre parti del Teatro che sappiamo avere avuto contatti con lei più volte.

D'altro canto comprendiamo il fatto che il momento è delicato non solo per noi, (vedi vicenda Duse); ciò nonostante la sproniamo per un incontro a breve. I tempi stringono, e se non vi sarà occasione per incontrarci, valuteremo se sarà il caso di inviarLe questa Lettera Aperta a mezzo stampa.

Confidiamo nella Sua sensibilità e, ringraziandoLa per il tempo dedicatoci, Le inviamo i nostri più cordiali saluti.


Associazione culturale dei lavoratori

del Teatro Comunale di Bologna

Il Popolo Trasparente

12 agosto 2010

Comunicato 08/08/10



Riportiamo di seguito il comunicato apparso in parte su L'informazione del 08|08|10 e quello precedente del 02/08/10 apparso su L'informazione, Il Resto del Carlino, il TG3 regione Emilia Romagna

Il Popolo Trasparente, comitato spontaneo di 110 lavoratori del Teatro Comunale, si dichiara entusiasta dalle recenti dichiarazioni del commissario Anna Maria Cancellieri a proposito del bando pubblico per la futura nomina del futuro Sovrintendente del Teatro Comunale.

Tale lungimirante idea risponde ai criteri di concretezza, merito e responsabilizzazione che il nostro gruppo pone come prerogative fondamentali per un'assennata gestione del Teatro.

Riconosciamo inoltre al Commissario il coraggio e l'intuito nel saper guardare oltre la crisi, cercando prospettive di

più ampie vedute, che vedano Bologna inserita in un panorama culturale europeo e soprattutto che ridiano al Teatro Comunale quel ruolo di fulcro socio-culturale della città, puntando anche sull'innovazione e la ricerca della produzione e, aggiungiamo, su strategie di marketing che possano portare a una più ampia visibilità per il Teatro e per gli eventuali finanziatori privati.
La storica vivacità musicale e intellettuale del Teatro Comunale è ormai affievolita da un ambiente ristagnante da più di un decennio nonché dalle attuali problematiche economico-finanziarie che attanagliano il nostro e gli altri Teatri Lirici in Italia. Servono a questo punto azioni concrete e mirate tali da poter ridare slancio a una città che vede nella formazione accademica e nella produzione culturale la sua storia e - speriamo - il suo futuro.

Concludiamo rispondendo alle dichiarazioni di Enrico Baldotto (Fials) apparse su Il Resto del Carlino del 5 agosto u.s.; l'ex collega, in risposta alle nostre accuse di egemonia (L’Informazione e Il Resto del Carlino), evoca occulte coperture sindacali e intrecciati appoggi da parte di Tutino al Popolo Trasparente. Ripetiamo per l’ennesima volte che la nostra non è una posizione pro o contro Tutino: non ci interessa chi dirige il Teatro, ma come lo dirige, riguardo a criteri di sostenibiltà economica nonché di quantità e qualità della Produzione Culturale. Nessun sindacato ci ha mai imposto né suggerito dictat o pensieri che non fossero già nostri; semmai siamo noi ad essere propositivi ed a vigilare affinchè fra le parti sociali e la direzione del Teatro possa esserci un confronto dialettico pacifico e costruttivo, nell’interesse dei lavoratori e della città intera.
Il Popolo Trasparente


COMUNICATO DEL 02/08/10



Il Popolo Trasparente, Comitato Spontaneo di 110 lavoratori del Teatro Comunale di Bologna, si dichiara sconcertato e avvilito dall'attuale situazione politico-sindacale in cui versa oggi la Fondazione, nonché molto preoccupato per l'attuale dissesto del quadro economico-finanziario.

Siamo esterrefatti dalla lotta senza esclusione di colpi tra Direzione e sindacato Fials in un momento in cui bisognerebbe lavorare tutti a un progetto comune di salvataggio per il Teatro.

Sebbene registriamo con dispiacere l'avvenuta querela nei confronti dei tre sindacalisti del sindacato autonomo, querela che certo non contribuisce a distendere gli animi, ci sentiamo in linea con alcune dichiarazioni del sovrintendente Tutino quando dice che negli anni in Teatro si sia formato un piccolo numero di persone che ha acquisito un potere personale enorme; e ora che tale potere è messo in discussione, lo si difende con le unghie e con i denti.

Più volte abbiamo denunciato la totale irresponsabilità di alcune parti sociali interne al Teatro, che negli anni passati, soprattutto con contratti integrativi aziendali non lungimiranti, hanno a nostro avviso contribuito pesantemente al probabile futuro fallimento della nostra Fondazione.

Una responsabilità che è venuta a mancare non tanto per una colpa diretta dei lavoratori, quanto per il fatto di essere stati essi stessi vittime di una gestione sindacale corporativa ed egemone.

Questo corporativismo di una parte dei lavoratori ha storicamente influenzato sia gli altri sindacati, sia le altre categorie, le quali hanno ben presto capito che per ottenere vantaggi (promozioni, trasferte, ecc.) occorreva far parte di quel tale gruppo.

Siamo anche assolutamente in disaccordo con la querela che il sindacato Fials ha attuato verso la Direzione del Teatro riguardo a presunte irregolarità sui passaggi di livello in palcoscenico. Tali reazioni, arrivate peraltro dopo una settimana dalle prove d'esame, ci appaiono come colpi di coda di un potere decadente, vessato, e soprattutto incapace di rispondere alle pressanti domande sulla crisi economica del Teatro, domande a cui Tutino tra l'altro ha cercato di dare risposte, non sempre condivisibili sul piano qualitativo, ma in parte efficaci sul piano economico (vedi bilancio 2009).

Segnaliamo inoltre le nostre perplessità a proposito del viziato parallelismo tra Fials-Orchestra, e Filarmonica, figlie degli stessi padri, che si trovano in conflitto di interesse; gradiremmo che questo possa essere risolto, e che la Fials in quanto parte sociale, che per definizione risponde ai lavoratori - e non solo ai suoi iscritti -, possa chiarirci tale rapporto, allo stesso modo in cui ancora giustamente si chiede al sovrintendente di chiarire il rapporto tra Teatro Comunale e Scuola dell'Opera.

Siamo infine allarmati, fortemente allarmati, per la situazione di dissesto economico in cui versa il nostro Teatro; a tal proposito abbiamo chiesto un incontro con il Commissario Cancellieri per esprimere il nostro punto di vista.

Servirà a settembre un’azione di responsabilità da parte di tutti a che si possano attuare delle soluzioni politiche, strutturali, economiche, per le quali si possa raggiungere un livello di sostenibilità in tempi brevi, che ci permetta di evitare il rischio paventato sui giornali di cassa integrazione e relativo fallimento del nostro amato Teatro.


Il Popolo Trasparente.

04 luglio 2010

Comunicato stampa del 02-07-10


Questo il comunicato integrale dell'articolo apparso su L'informazione sabato 03-07


"Siamo un gruppo di lavoratori del Teatro Comunale di Bologna.
Con questo comunicato intendiamo prendere le distanze dalle lotte personalistiche attuate da alcune sigle sindacali.
A prescindere dalle soggettive valutazioni sull'attuale sovrintendenza, riteniamo grottesche queste forme di lotta, controproducenti e dequalificanti per il Teatro, ancor più immotivate in ragione della già manifestata intenzione dell'attuale sovrintendente di abbandonare l'incarico al termine del suo mandato.
Siamo molto preoccupati per il futuro del nostro Teatro: riteniamo infatti che dinamiche di accondiscendenza demagogica verso quelli che attualmente sono considerati i poteri forti che vi operano non potranno che condurre verso la definitiva chiusura o la messa in precariato di intere categorie, con grave danno per tutti i lavoratori, per il pubblico, per la Cultura e la Città di Bologna.
Riteniamo invece indispensabile, in un momento di profonda crisi economica per la società tutta, una lucida responsabilizzazione di tutte le parti: istituzionali, sindacali e direzionali, tesa all'obiettivo comune di ritrovare una sinergia strategica per ottimizzare le risorse ponendo nuove basi di sostenibilità economica, rispettando e riconquistando il pubblico, rilanciando il ruolo attivo del nostro Teatro come fattore di basilare importanza culturale della Città e della Regione.
Siamo oltremodo irritati dai superficiali quanto controproducenti articoli della stampa nei quali si insinua che le manifestazioni organizzate dal Comitato dei lavoratori del Teatro: come la nostra iniziativa dell’abbraccio al teatro (sposata da molti altri teatri italiani), il dibattito-performance con le Scuole, i concerti da camera prima delle opere, il documentario proiettato prima dell’Edgar, siano finalizzati al mero allontanamento dell'attuale sovrintendente. Il documentario e le altre iniziative sono state realizzate dal Comitato Organizzativo dei lavoratori del Teatro, che rappresenta i lavoratori tutti (sebbene da un mese purtroppo non annoveri più alcun rappresentante della FIALS).
Queste e le prossime iniziative sono state e saranno tese a cambiare la tipologia di lotta, portandola su un piano più alto di sensibilizzazione della Città, sull’utilità culturale e sociale del nostro Teatro, e cercare risposte positive dalla classe politica e dagli investitori privati.
A tal proposito ci raccomandiamo al commissario dr.ssa Cancellieri perché valuti con la massima oculatezza le scelte sul futuro del nostro Teatro, che necessita di un competente amministratore e non certo di una nomina politica.
Amiamo il nostro Teatro: un'Istituzione viva di cui siamo fieri, da tutelare a prescindere dalle persone che di volta in volta lo amministrano o vi operano.

IL POPOLO TRASPARENTE

25 giugno 2010

DOCUMENTARIO: IL TEATRO E' DI TUTTI.



Documentario di protesta realizzato dai lavoratori del Teatro Comunale di Bologna, per sensibilizzare il pubblico sulla valenza culturale delle arti e dei mestieri del teatro.

http://www.youtube.com/watch?v=8-5iy4d-GQg

23 giugno 2010

Chi ci rappresenta?

CHI CI RAPPRESENTA?
Siamo sicuri del fatto che il teatro ha bisogno oggi più che mai di sostenibilità, di scelte responsabili, di gestioni assennate, di rappresentanze lungimiranti, di sovrintendenti virtuosi.

Non possiamo più permetterci deficit alcuno, è il nostro posto di lavoro che è in pericolo, tanti pensano che il mondo degli anni '80, '90 sia finito, che si vada verso anni peggiori, che ci sia bisogno di riflettere sulle scelte future, su dove stiamo andando.
Abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità, in occidente, nel mondo avanzato. Di fronte a tutto questo, ai tagli, al blocco dello stipendio, a Pomigliano, all'aumento dell'età pensionabile, ale imprese che chiudono, dobbiamo tenere alta la guardia per nn perdere i diritti acquisiti, non dobbiamo porgere la guancia a impresari e speculatori senza scrupoli che della crisi fanno un'arma, ma è importante anche non credere a un sindacalismo accanito e sfrenato, più volte criticato da istituzioni, stampa e cittadini stessi.
Non vogliamo il Mago di Oz vogliamo scelte responsabili.

24 maggio 2010

Qualcosa che non quadra, anche se forse quadra abbastanza.




C'è Qualcosa che non quadra, anche se forse quadra abbastanza.

C'è forse stato uno sbaglio, ma chi ha sbagliato e cosa? Chi ci accusa, e da quale pulpito viene la predica?
Una grande manifestazione, di richiamo nazionale, nata da un'idea nel nostro gruppo, alla quale partecipa indirettamente anche Zubin Mehta, e poi?..... il gelo!
Chi ci vuole boicottare, cosa diciamo di così sbagliato, perchè un giornale parla di organizzazione sindacale? Nessun sindacato era in quell'abbraccio.
Pochi... noi, molti... il pubblico, le cravatte sono rimaste rintanate a rimugginare, per una volta non erano loro i protagonisti, per una volta era il pubblico, i ragazzi del Duse, quelli dell'università, i tre vecchietti che si sono uniti... le urla - Avanti! .... Fermi! -, le foto, i sorrisi, gli abbracci, e poi... il ghiaccio!
Di cosa abbiamo paura? qualcuno ha detto di essersi sentito una merda, per un adesivo attaccato alla maglietta, come siamo deboli!
Posso dirvi che non sarebbero usciti comunque! I corridoi raccontano, sembra che per alcuni non c'era l'appoggio sindacale, sembra che c'era stata una lettera che metteva in evidenza l'egemonia "autonoma" che aleggia sulla platea, sul palcoscenico, su tutti, noi.
Una lettera? ma come? mistero.... non sarebbero usciti comunque...
Ci siamo distinti dunque?
Certo abbiamo organizzato un grande evento, il Maggio, ha partecipato, Roma, La Scala, il Regio, Cagliari, il Petruzzelli, hanno partecipato, peccato per chi non ci ha degnato della sua presenza...
Noi vogliamo portare la lotta e l'attivismo vero nel dibattito sulla decadenza culturale, non crediamo come sempre si è fatto in taluni casi simili, che arriverà un amico di amici dall'alto a risolverci il decreto.
C'è bisogno di cultura di coscienza sociale, di andare avanti.
Ma quanto pensiamo di andare avanti ancora in questo modo?
Quanto?